Kindling (2010) è il primo capitolo della trilogia temporale.
Ambientato tra i resti di una base scientifica e la memoria rimossa del Novecento, ruota attorno a una macchina capace di alterare la percezione del tempo, mettendo in crisi la coscienza di chi ricorda. Il romanzo nasce da una riflessione sulla colpa storica e sull’impossibilità di “tornare indietro”, anche quando la tecnologia sembra offrirne l’illusione. Qui appare per la prima volta la macchina a leptoni, il dispositivo che innesca la Divergenza.
Nel sottotesto dialoga con Timeline di Michael Crichton, ma per spostare il problema dalla fantascienza all’etica: non cosa possiamo cambiare nel passato, ma cosa siamo disposti a non vedere nel presente.